Robot umanoide conversa con una donna in una piazza affollata

L’intelligenza artificiale cambierà il modo di svolgere molte attività e questo è ormai certo.
Per questo una domanda ricorre tra lavoratori e aziende: “L’intelligenza artificiale mi sostituirà al lavoro?”

La risposta dipende da mansioni, settore e modalità con cui le organizzazioni adotteranno questi strumenti.

Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, circa un lavoratore su quattro nel mondo opera in un’occupazione con un certo grado di esposizione all’IA generativa. L’esposizione, però, non equivale automaticamente alla perdita del posto: per la maggior parte delle professioni è più probabile che cambino le attività svolte.

Per affrontare questi cambiamenti si parla di formazione continua, upskilling, riqualificazione e altri percorsi. I termini sono simili, ma descrivono obiettivi diversi.

Vediamo di fare chiarezza…

L’IA sostituirà il lavoro o alcune mansioni?

Un lavoro è composto da attività diverse. Un assistente amministrativo, per esempio, può gestire documenti, comunicare con clienti e colleghi, organizzare scadenze e risolvere problemi imprevisti.

Alcune attività possono essere automatizzate o svolte più rapidamente con l’IA; altre richiedono valutazione, responsabilità, relazione e conoscenza dell’organizzazione.

Per questo è utile osservare le mansioni, oltre alla professione indicata sul contratto.

L’IA può modificare il modo in cui si produce un testo, si analizzano dati, si pianifica un’attività o si risponde a una richiesta. L’effetto varia tra settori e ruoli, e può cambiare anche all’interno della stessa azienda.

La domanda può trasformarsi rispetto a quella iniziale e quindi diventare: quali parti del mio lavoro stanno cambiando e quali competenze mi serviranno per svolgerle?

Da qui si può capire quale tipo di formazione è più adatto.

Upskilling, riqualificazione e cross-skilling: che differenza c’è?

Upskilling significa sviluppare o aggiornare le competenze necessarie nel proprio ruolo. Una persona che lavora nel marketing, per esempio, può imparare a usare strumenti di IA per analizzare dati o preparare una prima bozza, mantenendo la responsabilità di verifica e revisione.

Riqualificazione professionale, spesso chiamata reskilling, consiste nell’acquisire competenze per svolgere un ruolo diverso o intraprendere una nuova attività. Può servire quando alcune mansioni diminuiscono o quando l’esperienza e le capacità della persona possono essere applicate in un’altra area.

Cross-skilling indica l’ampliamento delle competenze verso ambiti collegati al proprio lavoro o ad altre funzioni. Una persona che si occupa di assistenza clienti può acquisire competenze di analisi dei dati per riconoscere problemi ricorrenti nelle richieste. Il termine non è usato sempre nello stesso modo: in genere mette l’accento sulla capacità di lavorare tra funzioni o aree diverse.

Ma le nuove “parolacce” non finiscono qui.

Avrai sicuramente sentito parlare anche di:

  • Alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale, che riguarda la capacità di comprendere a grandi linee come funzionano questi strumenti, usarli con attenzione e valutarne i risultati. Può includere la verifica delle informazioni, la tutela dei dati e la consapevolezza dei limiti del sistema. L’OCSE segnala la necessità di formare sia specialisti sia lavoratori con conoscenze generali sull’IA;
  • Formazione continua, ovvero l’insieme delle attività di apprendimento che accompagnano la vita lavorativa. Può includere aggiornamento tecnico, corsi, affiancamento, esercitazioni e apprendimento sul lavoro.

E il rimansionamento? Non è un corso di formazione

Il rimansionamento riguarda l’assegnazione a mansioni diverse da quelle svolte in precedenza.

Non è sinonimo di riqualificazione: la riqualificazione è un percorso di apprendimento, mentre il rimansionamento riguarda i compiti assegnati al lavoratore.

In Italia la disciplina delle mansioni è regolata dall’articolo 2103 del Codice civile, come modificato dal decreto legislativo 81/2015. La norma prevede, in generale, l’assegnazione a mansioni corrispondenti all’inquadramento o riconducibili allo stesso livello e categoria legale. In specifiche condizioni organizzative può essere prevista l’assegnazione a mansioni di livello inferiore, secondo i limiti stabiliti dalla legge.

Altri termini utili da conoscere sono “mobilità interna”, cioè il passaggio a un ruolo o a un’area diversa nella stessa organizzazione, e “mappatura delle competenze”, cioè l’analisi delle capacità già presenti e di quelle che servono. La formazione può accompagnare un cambiamento di mansioni o un trasferimento interno, ma non li sostituisce.

Perché investire nelle competenze legate all’IA?

La formazione in AI aiuta le persone a usare gli strumenti disponibili, a controllarne i risultati e a mantenere un ruolo attivo nelle decisioni. Può anche aiutare le aziende a introdurre nuove tecnologie tenendo conto delle competenze già presenti, invece di concentrarsi soltanto sul software da acquistare.

Un percorso efficace parte dall’analisi del lavoro: quali attività richiedono più tempo? Quali potrebbero essere svolte con il supporto dell’IA? Quali richiedono giudizio, creatività, conoscenza del cliente o responsabilità?

Le risposte aiutano a scegliere tra upskilling, riqualificazione, cross-skilling o alfabetizzazione di base.

La formazione funziona meglio quando è collegata alle attività quotidiane. Dopo una lezione introduttiva, per esempio, si può provare uno strumento su un compito reale, verificare il risultato e discutere i rischi. È utile anche riconoscere le competenze acquisite e aggiornare il percorso quando cambiano strumenti e mansioni.

La responsabilità di prepararsi non ricade soltanto sul singolo lavoratore. Le persone possono informarsi e allenare nuove capacità; le aziende devono chiarire gli obiettivi, offrire occasioni di apprendimento e coinvolgere chi svolge il lavoro.

Molti enti di formazione possono contribuire con percorsi finanziati, legati ai bisogni di diversi settori.

Per questo tipo di supporto, rimango a disposizione attraverso i contatti che trovi in basso nel sito.

L’upskilling permette di cambiare professione?

Di solito l’upskilling serve ad aggiornare le competenze nel ruolo attuale. Per passare a una professione diversa può essere più adatta la riqualificazione, anche se i due percorsi possono sovrapporsi.

Cross-skilling e riqualificazione sono la stessa cosa?

No. Il cross-skilling amplia le competenze verso attività o funzioni collegate; la riqualificazione prepara a svolgere un ruolo diverso.

Il rimansionamento comporta sempre un corso?

No. Il rimansionamento riguarda l’assegnazione di mansioni. La formazione può accompagnare il cambiamento, ma dipende dalla situazione e dalle competenze richieste.

Da dove può cominciare un’azienda?

Può partire dalla mappatura delle attività e delle competenze, individuare i cambiamenti introdotti dall’IA e poi progettare formazione mirata, prove sul lavoro e momenti di verifica.

L’IA farà scomparire tutte le professioni esposte?

No. L’esposizione indica che alcune attività possono essere influenzate dalla tecnologia, non che un’intera professione verrà eliminata. Gli effetti dipendono dalle mansioni e da come l’IA viene adottata.