Nomadi Digitali: domande frequenti

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Nomade Digitale

Ogni giorno, per almeno un’oretta, rispondo alle domande che mi pongono in privato su Instagram, Telegram e LinkedIn. Sono domande fatte da aspiranti Nomadi Digitali, persone che amano viaggiare ma che non sono nella posizione di poter prendere, partire e lavorare da remoto.

Ecco, allora, una raccolta (che verrà man mano aggiornata), di quelle che sono le domande più frequenti.

 

FAQ per Nomadi Digitali

 

  • Come hai iniziato? Ho risposto a questa domanda, in maniera approfondita, in un articolo che ti invito a leggere: “Come diventare Nomade Digitale“. In questo articolo spiego che ho iniziato curandomi, perché i miei freni erano più mentali che oggettivi. Erano dettati da auto sabotaggi che non mi facevano prendere il volo. Una volta sbloccati, ho aperto le mie ali e sono volata via, in giro per il mondo, dove finalmente volevo.

 

  • Come trovi i clienti? Devo essere sincera, la legge dell’attrazione (non volontaria) mi ha sempre aiutato. Io desideravo fortemente, e i lavori arrivavano tramite canali inaspettati. Un esempio lampante è stata la mia prima collaborazione con ritenuta d’acconto, inizia per caso parlando con una collega (in quel periodo facevo da hair-model in una scuola di parrucchieri). Ma i modi per trovare i clienti sono tantissimi: auto candidature, annunci di lavoro su portali appositi, facendo network su LinkedIn, iscrivendosi a siti come ProntoPro, Fiverr, UpWork, etc…

 

  • Come ti trovi con ProntoPro, Fiverr, UpWork? Questi portali mi hanno permesso di trovare dei primi clienti, non grandissimi, ma che con il tempo mi hanno portato grandi soddisfazioni. Li utilizzerei come trampolino di lancio, per avere un entrata di “supporto” che ti motivi a iniziare e a non avere paura. Il consiglio, nell’utilizzarli, è non svendersi mai!

 

  • Come scegli le mète? Le mie mète sono dettate dal cuore, mai dalla testa. Guardo una foto, parlo con qualcuno, ricevo un suggerimento e il mio cuore si attiva. La mia anima sa dove e quando deve andare. È ovvio che ascolto anche i miei occhi e il mio portafoglio. Scelgo posti “belli”, che mi trasmettono abbondanza a 360° (non sto parlando di soldi). E poi seguo anche i miei progetti, i miei impegni lavorativi e i miei affetti.

 

  • Hai avuto paura ad aprire la partita IVA? Sono arrivata alla partita IVA in maniera graduale, passando prima dalla ritenuta d’acconto. Il regime forfettario è stato solo un modo per crescere, sentirmi più donna e imprenditrice di me stessa. Sempre e solo good vibes. Sempre e solo felicità. Certo, tasse e contributi possono mettere ansia. La non certezza di uno stipendio a fine mese mette paura. Ma ci pensate ai vantaggi?

 

  • Quali sono i vantaggi di lavorare con partita IVA? Sono tantissimi, insostituibili. Il tempo e la libertà non hanno prezzo. Lavorare da freelancer significa stabilire la tua tabella di marcia, decidere quando e dove lavorare, progettare i tuoi viaggi come meglio credi. Significa raggiungere fatturati che con un contratto tradizionali non potresti mai avere il piacere di raggiungere. Significa, non avere limiti di guadagno. Quindi avere ansia per tasse, contributi e incarichi incerti, è un prezzo basso a confronto!

 

  • Cosa consiglieresti agli aspiranti Nomadi Digitali? Consiglio di non avere paura e se sentite di avere tanta paura, una paura che nasce da dentro, fatevi aiutare da un professionista. Ma se la paura è basata sulla convinzione che i lavoratori felici sono solo quelli con contatto a tempo indeterminato, con un lavoro “tradizionale” o che lavorano per lo stato, abbattetela! Non è vero!

 

  • Tornassi indietro, cambieresti qualcosa del tuo percorso? Inizierei prima, molto prima. O forse no, forse dovevo maturare a sufficienza per godermi la mia vita attuale, a pieno.

 

  • Ti senti mai sola? Viaggiare da sola, ti porta a non essere mai sola. Lo dirò sempre. Ovviamente lo devi desiderare, altrimenti sei libera di startene per conto tuo, in introspezione. Ma se la paura di chi mi sta leggendo è quella di non fare amicizia, di non essere capaci a socializzare… Beh! Partite, scoprirete da soli che fare il nomade è la cura a queste paure. Darsi alla vita, in solitudine, significa dirli “Sono qui, chi è destinato a me, arrivi!”.

 

Ora vi lascio cari amici… Ma l’articolo non finisce qui.

Continuerà con le domande che arriveranno nei prossimi giorni, settimane e mesi.

Se vuoi aggiungere la tua domanda alla lista, scrivimi. In basso, trovi i miei contatti!

E se sei un aspirante nomade, un nomade o un curioso… Sappi che ho aperto un canale Telegram dove invio costantemente contenuti utili: https://t.me/animenomadi